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Giugno 8, 2025
Paola Kafira

Il 3 giugno 2025 durante un corteo per la liberazione degli ostaggi israeliani, nella città di Boulder, Colorado, un musulmano ha bruciato delle persone di origini ebraiche con dei lanciafiamme e delle molotov artigianali. Sono stati segnalati diversi feriti, almeno 12, fra cui 8 di età compresa tra 67 e 88 anni.

Il terrorista islamico durante l’attacco ha gridato “Palestina libera” ed è stato in seguito arrestato.

Ecco un’immagine dell’attacco:

Ed ecco una clip del terrorista:

Alcuni dati sul terrorista.

Nome: Maometto Sabry Soliman. Origini: Egitto. Età: 45 anni.

Nell’immagine di copertina del proprio account Facebook il libro più stupido del mondo: il sublime corano.

Fra i contenuti apprezzati alla luce del sole da “Maometto l’egiziano” figurano il concetto di martirio, i fratelli Musulmani e varie pagine in cui vengono elogiati i terroristi di Hamas da circa 10 anni (in altre parole sono 10 anni che la piattaforma lascia indisturbati questi account, incurante che fra questi qualcuno potrebbe bruciare vivi degli ebrei in futuro, un giorno qualsiasi nel Colorado…).

Questo orripilante attentato antisemita si inserisce per direttissima nella lista di attacchi terroristici che potremmo intitolare “Globalize Intifada”, lo slogan che viene gridato da più di 2 anni in tutto il mondo e che si traduce con “il 7 Ottobre ci è piaciuto così tanto che ne vogliamo ancora e lo vogliamo ovunque”.

Il fenomeno di Globalize Intifada è un’espansione dell’ideologia islamica con dei peggioramenti molto preoccupanti ovvero la partecipazione attiva di persone non musulmane e la mancata comprensione della parola “Palestina”.

La “Palestina” è un codice che ha inventato l’islam per uccidere gli ebrei, precetto prioritario nell’ideologia islamica perché dalla morte degli ebrei dipende il successo o la vittoria dell’islam (invito all’ascolto di questa conferenza per approfondire il suddetto legame di interdipendenza di cui parlo nello specifico dal minuto 20).

“Palestina libera” significa uccidere gli ebrei e mi sento di poter sovrapporre questo slogan ad Allah akbar, il grido che tipicamente accompagna l’uccisione degli infedeli da parte dei terroristi islamici. Ma se Allah akbar era un codice esclusivo dell’islam, con l’esportazione dell’antisemitismo islamico l’uso del codice è stato globalizzato in ambienti non islamici affinché anche i non musulmani potessero universalizzare la lotta (jihad) finalizzata allo sterminio del popolo ebraico.

Abbiamo una prova di questo meccanismo orripilante nell’attentato avvenuto a Washington in cui Elias Rodriguez, assassino terrorista non musulmano ma appunto filopalestinese, ha ucciso ben due persone e di cui ho parlato qui.

Un’altra prova dell’universalizzazione del codice è lo slogan già menzionato “globalize intifada” (globalizzare l’intifada) che significa ripetere nel mondo quanto accaduto nelle intifade tipicamente mediorientali in cui gli ebrei venivano gioiosamente ammazzati sui tram, nei bar, in pizzeria e, perché no, linciati vivi con esportazione degli organi tenuti poi in mano come trofei (sì, è successo davvero: l’euforia islamico-satanista dei cadaveri usati come trofei il 7 Ottobre è l’amplificazione scenografica del linciaggio di Ramallah dell’anno 2000).

Conosco abbastanza bene l’islam da poter affermare che nemmeno l’islam stesso poteva sperare in un successo così ampio dei propri desideri di morte ebraica: i filopalestinesi sono jihadisti senza essere musulmani. Non c’è stato bisogno nemmeno di convertirli, di addestrarli, di pagarli o di indottrinarli.

In passato c’è stata una lunga fase in cui l’islam ha tentato di sostituire alcuni termini affinché il terrorismo venisse mistificato e percepito come non terrorismo (sionista per ebreo, terre occupate per dawa, intifada per jihad) ma oggi quella fase si è conclusa, archiviata per sempre. Nel 2025 il codice “Palestina” appoggia il terrorismo islamico antisemita e non lo nasconde nemmeno: lo scrive sui propri cartelloni esposti in piazza di fronte a tutti, come accaduto ieri a Roma alla manifestazione per Gaza.

Nella capitale del Bel Paese, la patria del fascismo senza il quale non sarebbe nato il nazismo del Terzo Reich, il terrorismo di Hamas è comprensibile e conseguente.

Non ci sperava nemmeno l’islam in un successo così grande.

E alle persone che hanno scritto il “comprensibile e conseguente”, a chi ha sfilato vicino a quel cartello, a tutti i presenti che non si sono dissociati, io vi auguro questo:

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