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Maggio 30, 2025
Paola Kafira

Roni ha 25 anni, è cittadino israeliano e proviene da una famiglia di ebrei russi. Lavora come tecnico del suono proprio nel team di produzione del Nova Party, il festival di musica poco distante dal confine con la Striscia di Gaza. L’attacco terroristico di Hamas inizia alle prime luci dell’alba e Roni riesce dapprima a fuggire con un amico e poi a nascondersi da solo in un fosso. Fino alle 10.30 circa l’amico riesce a mantenere i contatti con Roni via telefono ma alle 10.40 sono proprio i terroristi a rispondere all’ultima chiamata: parlano in arabo e quando l’amico grida “Roni, Roni?”, i terroristi si mettono a ridere e riagganciano il telefono.

Di Roni non si sa più nulla per 5 lunghissimi giorni. Soltanto il 12 ottobre 2023 le IDF dichiarano Roni in ostaggio di Hamas e comunicano la tragica notizia alla famiglia. Il ragazzo resterà nei tunnel fino al 23 novembre 2023, giorno in cui verrà finalizzato uno dei primi “accordi” fra Israele e l’organizzazione terroristica islamica e Roni verrà liberato.

Ma la storia non è finita qua perché quando si ha a che fare coi cosiddetti palestinesi la storia non è mai finita né qua né altrove: Roni era riuscito a scappare dai terroristi durante la prigionia.

A causa di alcuni raid delle IDF nella Striscia, l’edificio in cui Roni si trova crolla e il ragazzo riesce a fuggire completamente da solo. Non sapendo dove si trova e considerate soprattutto le condizioni psicofisiche, Roni cerca disperatamente di avvicinarsi al confine (a quello che secondo lui dovrebbe essere la direzione verso il confine) ma ogni volta invano. Ogni tentativo non porta a nulla e lui continua a nascondersi dove può per ben 4 giorni finché… Finché lo trovano i gazawi, le persone che tramite qualche gioco di prestigio i miei concittadini riescono tanto facilmente a distinguere dai terroristi di Hamas, insomma i civili innocenti di Gaza, e cosa scelgono di fare? Lo riconsegnano ad Hamas.

“È riuscito a fuggire e si è nascosto da solo per diversi giorni. Alla fine, gli abitanti di Gaza lo hanno catturato e restituito ai terroristi”, ha dichiarato la zia di Roni, Elena Magid, nelle interviste ufficiali.

Questo è un elemento importante che va ricordato quando si parla del conflitto bellico fra Israele e Hamas, il conflitto di cui si occupano tutti con le responsabilità dei gazawi di cui si dimenticano tutti. Ne menzioni qualcuna velocemente:

  • aver festeggiato il 7 Ottobre coi cadaveri in parata che arrivavano come trofei nella Striscia
  • non aver rilasciato gli ostaggi MAI se non tramite gli “accordi” inverosimili che Israele ha dovuto accettare pur di riportare a casa qualcuno
  • aver costruito tunnel per 15 anni (secondo le mie ricerche più aggiornata, in futuro potremmo anche parlare di 20 anni di costruzione)
  • aver assistito alla costruzione dei tunnel per 15 anni minimo con scavatrici simili a questa:
  • aver assistito e costruito una rete di tunnel che è più grande della metropolitana di Londra:
  • aver indottrinato i propri figli all’odio antisemita (il principio attivo dell’islam) e al martirio (concetto presente nel corano)
  • non essersi arresi MAI
  • non aver dato indicazioni anche vaghe al governo israeliano che aveva promesso milioni di dollari per minime informazioni sugli ostaggi (inverno 2024)
  • aver tenuto in frigo i cadaveri fra cui un bambino di 9 mesi e il fratello di 4 anni
  • aver tenuto in frigo la testa decapitata di un ostaggio riconsegnata MESI dopo il recupero del corpo

E ho la nausea. Ho la nausea nello scrivere e quindi rivivere tutto ciò che è successo negli ultimi anni, ho la nausea nel dover ripetere l’ovvio e ho la nausea nel vedere i miei concittadini compiacersi del proprio antisemitismo mal celato dai soliti termini interscambiabili e dal solito prurito da consenso. Perché la verità è che l’antisemitismo per gli italiani è “soltanto” una cosa che mette tutti d’accordo in un Paese in cui andare controcorrente è sinonimo di colpevolezza.

Se questo articolo ti è piaciuto, puoi condividerlo dove vuoi e se hai delle domande o dubbi sull’antisemitismo islamico, puoi consultare il mio canale YouTube dove ho dedicato vari contenuti all’argomento (di recente ho parlato con un ragazzo palestinese che ha perso alcuni parenti durante questa guerra e nonostante ciò sostiene Israele, lo puoi ascoltare qui) oppure puoi scrivermi a paola.kafira@gmail.com.

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