Per la corretta comprensione dell’islam, vorrei compilare un glossario di termini arabi che reputo rilevanti. La pagina può essere di aiuto per chi naviga su internet ma in particolare intende diventare un punto di riferimento per i lettori dei miei libri dove i concetti islamici approfonditi sono spesso accompagnati dalla spiegazione di alcune connotazioni semantiche.
Il glossario qui presentato è una prima bozza e verrà periodicamente aggiornato.
(Seguiranno altresì articoli di approfondimento su alcune traduzioni in italiano profondamente fuorvianti, come ad esempio ‘qatil’ che significa uccidere ma nel corano in italiano è stato tradotto con ‘combattere’).
A
ʿAhd (عهد)
Patto, alleanza. In diritto pubblico: accordo con una comunità non musulmana. Chi ne è parte: dhū ʿahd.
Vedi: amān, dhimma, sulh.
Ahl al-bayt (أهل البيت)
«Gente della casa». La famiglia di Maometto.
Ahl al-dhimma (أهل الذمة)
Collettivo dei dhimmī.
Vedi: dhimma, jizya.
Ahl al-hadīth (أهل الحديث)
Corrente che fonda la norma in modo prioritario su corano e hadith, con minore peso dell’opinione giuridica (raʾy).
Ahl al-kitāb (أهل الكتاب)
Gente del Libro o Gente della Scrittura. In primo luogo ebrei e cristiani; un tempo anche altre piccole percentuali di infedeli, come ad esempio gli zoroastriani e i sabei.
Ahl al-sunna (أهل السنة)
Sunniti: chi si riconosce nella Sunna e nel consenso della comunità maggioritaria, in opposizione principalmente agli sciiti (ma esistono anche altri sottogruppi).
Amān (أمان)
Salvacondotto. Garanzia temporanea di incolumità a un non musulmano proveniente da dār al-harb. Beneficiario: mustaʾmin.
Amīr (أمير)
Comandante, detentore di autorità. (Letteralmente ‘principe’). Amīr al-muʾminīn: titolo califfale.
Ansār (أنصار)
«Ausiliari»: medinesi che sostennero Maometto dopo l’egira. Categoria storica, opposta ai muhājirūn. Letteralmente gli aiutanti.
ʿAqīda (عقيدة)
Credo, corpus dei dogmi. Distinta dal fiqh.
Asbāb al-nuzūl (أسباب النزول)
Circostanze di rivelazione dei versetti. Strumento dell’esegesi.
ʿAwra (عورة)
Parti del corpo che devono restare coperte. L’estensione differisce per uomo e donna e, in parte, tra scuole. Nella maggior parte dei casi tutto il corpo della donna è chiamato awra, una zona pudenda, di vergogna, da coprire.
Āya (آية), plur. āyāt
Versetto del Corano; anche «segno».
B
Baghy (بغي)
Ribellione armata contro l’autorità musulmana considerata legittima. I bughāt hanno disciplina distinta da kuffār e da muhāribūn.
Barāʾa (براءة)
Dissociazione, disavvento, ripudio. Nel lessico al-walāʾ wa-l-barāʾa: lealtà verso i musulmani e distacco dai non musulmani / dall’incredulità.
Bātin (باطن)
Senso interiore o nascosto del testo, opposto a zāhir (senso apparente). Rilevante in correnti esoteriche e in alcuni ambienti sciiti.
Bayʿa (بيعة)
Giuramento di fedeltà all’autorità.
Bayt al-māl (بيت المال)
Tesoro pubblico della comunità islamica.
Bidʿa (بدعة)
Innovazione in materia religiosa. Le scuole divergono se sia sempre illecita o distinguibile in lodevole e biasimevole. Spesso per estensione diventa qualsiasi innovazione in qualsiasi campo della vita quotidiana.
D
Dār al-ʿahd (دار العهد)
Anche dār al-sulh: territorio non musulmano legato da trattato. Categoria intermedia, non identica in tutte le scuole.
Dār al-harb (دار الحرب)
Territorio non retto dalla sharia (i musulmani non hanno potere) e privo di patto di sottomissione o tregua.
Dār al-islām (دار الإسلام)
Territorio sotto sovranità islamica, vige la sharia, i musulmani hanno potere oppure sono al potere.
Dār al-kufr (دار الكفر)
Territorio di miscredenza. Spesso sovrapposto a dār al-harb.
Daʿwa (دعوة)
Invito all’islam. In molte trattazioni precede il qitāl. Per estensione l’invito all’islam diventa propaganda fondata sull’inganno degli infedeli non in grado di distinguere il vero dal falso per mancata conoscenza dei testi ufficiali islamici.
Dhimma (ذمة)
Patto di “protezione” per non musulmani ammessi in dār al-islām. L’infedele che vi risiede non viene ucciso e può non convertirsi all’islam.
Dhimmī (ذمّي)
Soggetto della dhimma. Cittadino inferiore ai musulmani, di seconda classe, a cui spetta un trattamento diverso. Il dhimmi “accetta” la sharia, paga la jizya e viene surclassato.
Dīn (دين)
Religione come ordinamento: culto, norma, appartenenza.
Diya (دية)
Prezzo del sangue. Compensazione per omicidio o lesioni, in rapporto con il qisās. L’importo classico varia secondo lo status della vittima.
Duʿāʾ (دعاء)
Supplica, distinta dalla salāt.
F
Fard (فرض)
Obbligo giuridico-religioso. Fard ʿayn: dovere individuale. Fard kifāya: dovere collettivo che cade se un numero sufficiente lo assolve (es. il jihād offensivo in molte scuole).
Fath (فتح)
Conquista. Futūh: le conquiste iniziali.
Fatwā (فتوى)
Parere giuridico emesso da un’autorità islamica.
Fayʾ (فيء)
Bottino o beni ottenuti dai non musulmani senza combattimento immediato, distinti dalla ghanīma.
Fiqh (فقه)
Giurisprudenza: scienza che desume e applica le norme dalla sharia. Giurista: faqīh.
Fisq (فسق)
Empietà, grave disobbedienza che non necessariamente fa uscire dall’islam. Soggetto: fāsiq.
Fitna (فتنة)
Prova, sedizione, tentazione, discordia nella comunità. Categoria storica e giuridica (guerre civili, disordine pubblico).
Furūʿ (فروع)
Norme derivate, opposte agli usūl (fondamenti).
G
Ghanīma (غنيمة)
Bottino di guerra preso con la forza. Disciplina di riparto nel fiqh (quota dell’imam, cavalieri, fanti, ecc.).
Ghayba (غيبة)
Occultamento. Nello sciismo duodecimano: assenza dell’imam.
Ghazwa (غزوة), plur. ghazawāt
Spedizione militare cui partecipò Maometto. Le spedizioni senza di lui: sarāyā.
Ghuluww (غلوّ)
Ecceso dottrinale, divinizzazione o esaltazione illecita di figure umane. Soggetto: ghālī.
H
Hadd (حدّ), plur. hudūd
Pena fissa prevista per determinati reati. Si distingue da taʿzīr e da qisās.
Hadīth (حديث)
Detto, atto o approvazione tacita attribuiti a Maometto.
Halāl (حلال)
Lecito.
Harām (حرام)
Illecito, proibito.
Hijra (هجرة)
Emigrazione da un territorio di miscredenza o pericolo verso dār al-islām. Evento fondativo: 622, Mecca → Medina.
Hirāba (حرابة)
Brigantaggio armato / turbamento dell’ordine con violenza sulla via pubblica. Pene fra i hudūd (corano 5:33). Autore: muhārib.
Hudna (هدنة)
Tregua con un nemico non musulmano.
Hukm (حكم)
Norma, sentenza, statuto giuridico di un atto (wājib, mandūb, mubāh, makrūh, harām).
I
ʿIbāda (عبادة)
Culto, atto di servitù verso Allah.
Ijmāʿ (إجماع)
Consenso dei giuristi (o della comunità, secondo le definizioni) come fonte del diritto.
Ijtihād (اجتهاد)
Sforzo interpretativo per desumere la norma da corano, sunna e strumenti correlati. Chi lo esercita: mujtahid. Opposto, in molti contesti, al taqlīd.
Imām (إمام)
Chi sta davanti: guida della preghiera; per estensione capo della comunità. Nello sciismo: figura dottrinale con infallibilità e autorità propria.
Īmān (إيمان)
Fede. Distinto da islām come sottomissione esteriore.
Isnād (إسناد)
Catena dei trasmettitori di un hadith.
Istishhād (استشهاد)
Ricerca del martirio. Shahīd: caduto «nella via di Allah».
J
Jāhiliyya (جاهلية)
Età dell’ignoranza precedente l’islam. In autori moderni (Mawdūdī, Qutb) anche condizione di società che non applicano la sharia.
Jamāʿa (جماعة)
Comunità, collettivo dei musulmani sotto un’autorità.
Jihād (جهاد)
Sforzo nella via di Allah. Nel fiqh comprende forme non armate e il qitāl. Il jihād armato è istituto di diritto pubblico. Jihād ʿaynī / kifāʾī: dovere individuale o collettivo secondo le circostanze.
Vedi: qitāl, ribāt.
Jizya (جزية)
Tributo sui dhimmī maschi adulti. Riferimento coranico principale: 9:29.
K
Kāfir (كافر), plur. kuffār
Chi è in stato di kufr. Femm. kāfira. Categorie contigue ma non identiche: mushrik, ahl al-kitāb, murtadd, munāfiq.
Kharāj (خراج)
Imposta fondiaria sui suoli conquistati, distinta dalla jizya (imposta personale) e dalla zakāt.
Khārijī (خارجي), plur. khawārij
Kharigita: corrente nata dalla rottura con ʿAlī; caratterizzata da takfīr esteso e dal principio che il grave peccatore esce dall’islam.
Khalīfa (خليفة)
Califfo: successore di Maometto nella guida politica della umma. Istituzione: khilāfa.
Kitmān (كتمان)
Occultamento della credenza o del sapere. Affine, ma non identico, alla taqiyya.
Kufr (كفر)
Miscredenza, negazione. Si discute la distinzione fra kufr maggiore (fa uscire dall’islam) e forme minori.
L
Liʿān (لعان)
Procedura di maledizione reciproca fra coniugi in caso di accusa di adulterio priva dei testimoni richiesti.
Liwāt (لواط)
Sodomia. Illecita nel fiqh classico; la pena varia secondo le scuole (alcune la assimilano al zinā con hadd, altre al taʿzīr).
M
Madhhab (مذهب), plur. madhāhib
Scuola giuridica. Sunnite principali: hanafita, malikita, sciafeita, hanbalita. Sciita principale: giafarita.
Mahdī (مهدي)
Figura escatologica di guida che restaura la giustizia alla fine dei tempi. Statuto diverso in sunnismo e sciismo.
Makrūh (مكروه)
Sconsigliato, riprovevole, non harām.
Maslaha (مصلحة)
Interesse pubblico come criterio giuridico accessorio.
Mawlà (مولى), plur. mawālī
Cliente, liberto, alleato. Categoria sociale delle prime conquiste.
Mubāh (مباح)
Indifferente sul piano normativo: né imposto né vietato.
Muftī (مفتي)
Giurista che emette fatwā.
Muhājirūn (مهاجرون)
Emigrati meccani a Medina.
Mujāhid (مجاهد)
Chi compie il jihād.
Munāfiq (منافق), plur. munāfiqūn
Ipocrita: esteriore musulmano, interiore miscredente. Categoria coranica autonoma.
Murtadd (مرتد)
Apostata. Fitrī: nato nell’islam. Millī: convertito poi uscito.
Vedi: riddah.
Mushrik (مشرك), plur. mushrikūn
Chi commette shirk.
Mustaʾmin (مستأمن)
Non musulmano in dār al-islām sotto amān temporaneo, distinto dal dhimmī.
N
Nabī (نبي)
Profeta. Distinto, in molte classificazioni, dal rasūl (messaggero con legge o libro).
Naskh (نسخ)
Abrogazione di una norma rivelata da una rivelazione posteriore. Strumento classico di armonizzazione dei testi.
Nifāq (نفاق)
Ipocrisia. Vedi: munāfiq.
Nikāh (نكاح)
Rapporto sessuale consentito (halal) grazie al contratto di matrimonio. Il nikāh mutʿa (matrimonio temporaneo ovvero prostituzione) è ammesso nello sciismo, respinto dal sunnismo (secondo i sunniti).
Q
Qādī (قاضي)
Giudice nominato dall’autorità.
Qatl (قتل)
Uccisione. Fattispecie di omicidio nel fiqh.
Qātil (قاتل)
Chi uccide. Non è un istituto autonomo.
Qisās (قصاص)
Taglione, soprattutto in materia di sangue, commutabile in diya.
Qitāl (قتال)
Combattimento armato. Termine più specifico di jihād quando si parla di guerra.
Qiyās (قياس)
Analogia giuridica. Quarta fonte del fiqh sunnita maggioritario, dopo Corano, Sunna e ijmāʿ.
R
Rafida (رافضة)
«Rifiutanti»: designazione polemica sunnita degli sciiti, accusati di rifiutare i primi califfi.
Rasūl (رسول)
Messaggero. Vedi: nabī.
Ribā (ربا)
Usura / interesse. Illecito.
Ribāt (رباط)
Stazionamento militare di frontiera; per estensione forma di jihād difensivo permanente.
Riddah / irtidād (ردّة / ارتداد)
Apostasia. Soggetto: murtadd.
S
Sahāba (صحابة)
Compagni di Maometto.
Sariyya (سرية), plur. sarāyā
Spedizione senza la presenza di Maometto..
Shahāda (شهادة)
Professione di fede; anche testimonianza; anche martirio. Comunemente è la frase che si pronuncia ancheper convertirsi all’islam.
Sharīʿa (شريعة)
Norma rivelata e sistema che ne deriva. Scienza applicativa: fiqh.
Shirk (شرك)
Associazione di altro ad Allah. Opposizione al tawhīd. Shirk maggiore e minore secondo molte trattazioni.
Sīra (سيرة)
Biografia di Maometto.
Siyar (سير)
Diritto internazionale islamico classico: guerra, tregua, bottino, dhimma, amān.
Sulh (صلح)
Pace, accordo, transazione. Vedi: dār al-ʿahd, hudna.
Sunna (سنة)
Norma vivente di Maometto (detti, atti, approvazioni). Fonte del diritto dopo il corano.
T
Tafsīr (تفسير)
Esegesi del corano.
Tāghūt (طاغوت)
Istanza illecita di culto o di legislazione accanto o contro Allah. Nel lessico moderno: regime che non applica la sharia.
Takfīr (تكفير)
Dichiarare kāfir un musulmano. Fatto scatenante: mukaffir.
Taqiyya (تقيّة)
Dissimulazione della fede sotto minaccia ove per minaccia si intende una domanda qualsiasi sull’islam.
Taqlīd (تقليد)
Seguire un madhhab o un mujtahid senza ijtihād proprio.
Tawhīd (توحيد)
Unicità di Allah. Assioma opposto allo shirk. Letteralmente il processo di riunificazione di vari elementi in precedenza disuniti.
Taʿzīr (تعزير)
Pena discrezionale per illeciti privi di hadd determinato.
U
Ulamāʾ (علماء), sing. ʿālim
Dotti, giuristi-teologi.
Umma (أمة)
Comunità dei musulmani come soggetto collettivo.
ʿUrf (عرف)
Consuetudine. Fonte accessoria se non contraddice il testo.
Usūl al-fiqh (أصول الفقه)
Fondamenti del diritto: teoria delle fonti e dei metodi.
W
Wahy (وحي)
Rivelazione.
Walāʾ (ولاء)
Lealtà, affiliazione, fedeltà. Vedi: barāʾa.
Waqf (وقف)
Fondazione (un bene, un terreno, un edificio, una fontana, ecc.) dedicato all’islam e inalienabile. Il bene è bloccato per sempre: qualsiasi bene sia appartenuto all’islam, compresa la Sicilia, l’Andalusia, l’area dal fiume Giordano al Mar Mediterraneo, è considerata ancora dell’islam. In caso di contesa la jihad anche armata deve riportare il territorio sotto sharia.
Wilāya (ولاية)
Autorità, tutela, sovranità (vedi sciismo khomeinista: wilāyat al-faqīh).
Z
Zāhir (ظاهر)
Senso apparente del testo. Opposto a bātin.
Zakāt (زكاة)
Elemosina legale obbligatoria, uno dei cosiddetti pilastri dell’islam. Distinta dalla jizya e dal kharāj. Può essere devoluta solo ad altri musulmani e/o attività islamiche.
Zindīq (زنديق)
Eretico, manicheo o miscredente occulto. Categoria storica di persecuzione dottrinale.
Zinā (زنى)
Rapporto sessuale illecito. Può avvenire fra persone non sposate consenzienti (fornicazione) oppure fra persone sposate consenzienti (adulterio).
