(Articolo dedicato a Torino perché sarà la prima a saltare in aria).
ISLAM ZOOM IN.
I testi ufficiali dell’islam sono chiari: “Combattete coloro che non credono in Allah e nell’Ultimo Giorno, che non vietano quello che Allah e il Suo Messaggero hanno vietato, e quelli, tra la gente della Scrittura, che non scelgono la religione della verità, finché non versino umilmente il tributo, e siano soggiogati”.
Parafrasiamo Allah: uccidete (“qatil” in arabo significa “uccidere”, non significa “combattere”) chi non è musulmano, chi non rispetta la sharia e uccidete cristiani ed ebrei. Lasciate in vita solo chi vi paga e chi si sente inferiore a voi.
Quel “siano soggiogati” (ancora più cristallino l’inglese “feel themselves subdued”) getta le basi per il concetto di dhimmitudine ben presente nella sharia, nei suoi testi come il Patto di Omar e ancora negli hadith, dove cristiani ed ebrei devono addirittura camminare agli angoli della strada, mentre la parte centrale spetta solo ai musulmani che raccogliendo i soldi devono oltretutto umiliare i sopravvissuti fra la Gente della Scrittura.
Sappiamo già che secondo l’islam i musulmani non devono andare a lavorare ma fare le vittime, i parassiti, la lagna, gli intimidatori, ecc. (per conferma osservate l’assenza di produttività in Sicilia e Andalusia oggi: dove la realtà si è sgretolata nell’attesa che mamma Roma o mamà Madrid mandi i soldi, possono essere passati solo o i compagni o gli arabi). Ma dobbiamo mettere bene a fuoco anche lo status di dhimmitudine: è l’atmosfera che deve cambiare, è la sensazione che il dhimmi deve avere di fronte al cambiamento, è quella sinapsi di istinto di sopravvivenza che deve scattare nella sua mente quando pensa di fronte ai 30.000 musulmani a Torino “non dire niente, non protestare, l’istinto mi dice che altrimenti finisco nei guai”.
La dhimmitudine è una sottrazione alla normalità, perché sarebbe più che normale protestare contro l’antisemitismo, i taharrush, la limitazione delle libertà della donna, la mortificazione del cristianesimo… Ma invece si preferisce rinunciare a tale protesta e sottrarre qualcosa alla normalità, al fine di salvarsi la pelle.
Come si concretizza quindi quest’atmosfera di dhimmitudine?
Torino, 30.000 musulmani si esibiscono per la fine del ramadan, la “festa” più insulsa al mondo giacché è la festa di chi si abbuffa dicendo che sta digiunando: “la guerra è inganno”.
Torino, bruciata la foto di Giorgia Meloni e Ursula Von Der Leyen durante la festa dell’inganno: “qualsiasi nazione governata da una donna non avrà mai successo”.
Torino, istituito il primo sportello per la denuncia dello psicoreato di islamofobia: “la ricompensa di coloro che fanno la guerra ad Allah e al Suo Messaggero e che seminano la corruzione sulla terra è che siano uccisi o crocifissi, che siano loro tagliate la mano e la gamba da lati opposti”. Non ti va? Allora sei islamofobico.
Torino, approvato il piano per la costruzione della moschea più grande d’Italia con tanto di minareto per sentire il richiamo delle balene 5 volte al giorno.
Monfalcone, presentata la prima lista islamica alle elezioni: “utilizzeremo le loro istituzioni democratiche per sovvertirle dall’interno”, Fratelli Musulmani e KGB.
Milano, festa dell’inganno di chi si abbuffa digiunando con lagna palestinese in allegato di fronte alla stazione ferroviaria centrale: “l’islam vincerà solo quando i musulmani avranno ucciso tutti gli ebrei fino all’ultimo”.
Milano, taharrush a danno di una ragazzina (una, per adesso) durante la festa di fine ramadan: “le donne sono per voi un campo”.
Brindisi, il vescovo presta la parrocchia per la festeggiare il ramadan.
Pioltello, chiusa per il secondo anno consecutivo la scuola per rispetto della fine del ramadan.
Prato, il vescovo presta la parrocchia per festeggiare la fine del ramadan con caffettino finale seduto in mezzo agli imam (fra le sue vergini papabili, Maometto mise la madre di Gesù Cristo).
Magenta, la magistratura ha obbligato il comune a costruire una nuova moschea già rifiutata in passato con annessa area verde per i rappresentanti della religione di pace.
ISLAM ZOOM OUT.
La guerra deve ancora cominciare: dall’Ucraina all’Iran.
A settembre 2022 Mahsa Amini viene brutalmente uccisa dalla polizia morale dell’Iran perché non indossava bene il velo. In tutto l’Iran si scatenano delle proteste (represse con fiumi di ragazzi morti e feriti) che mettono in imbarazzo la teocrazia degli ayatollah anche agli occhi dei sunniti: l’islam rischia di cadere in uno dei suoi punti nevralgici.
Per ricompattare la frattura, l’Iran sfrutta l’unico elemento islamico che metterà d’accordo tutti i musulmani del mondo ovvero l’incontenibile antisemitismo islamico. L’obiettivo del piano diabolico è:
ribaltare la frattura interna all’islam sulla Gente della Scrittura (l’islam adora vedere cristiani ed ebrei divisi e questa divisione la concretizza oggi con la frattura fra occidentali e israeliani);
uccidere quanti più ebrei possibile;
demonizzare Israele agli occhi dell’Occidente ( = demonizzare gli ebrei agli occhi dei cristiani);
uccidere Israele nell’anima.
Il 7 Ottobre viene pianificato utilizzando tutti i tentacoli dell’Iran tranne uno (Assad, che entra in gioco più avanti).
Hamas: organizzazione terroristica islamica sunnita
Hezbollah: organizzazione terroristica islamica sciita.
Houthi: organizzazione terroristica islamica sciita.
Al Jazeera: braccio mediatico sunnita.
Qatar: sede politico-militare sunnita di Hamas e banca centrale dell’islam.
ONU/Unrwa: braccio mediatico-politico filoislamico con parvenza internazionale.
Corte penale dell’Aja: braccio mediatico-politico con parvenza internazionale/europea.
i compagni: Sanchez (Spagna), Maduro (Venezuela), Diaz Canel (Cuba), Starmer (Inghilterra), Hamza Yousef (Scozia), infiltrazioni Fratelli Musulmani varie (Irlanda e Norvegia), infiltrazioni Fratelli Musulmani varie nella università di Stati Uniti, Canada ed Europa.
la rete di donazioni online verso la Striscia di Gaza.
Egitto e Qatar: i mediatori per gli accordi sugli ostaggi israeliani sono gli stessi responsabili ideologici e finanziari della cattura degli ostaggi.
Alle 13 circa del 7 Ottobre Israele è fottuta, con 256 ostaggi nei tunnel (che dobbiamo ancora capire dove finiscono ed io personalmente non ci credo finché non lo vedo che finiscano sotto la Striscia) e il piano diabolico dell’Iran si è concretizzato tutto dal primo all’ultimo punto, sfruttando ogni suo tentacolo. Il mondo odia Israele, la Gente della Scrittura è divisa, l’islam è unito e il 9:29 del corano culmina nella sua materializzazione durante il ramadan 2025: uccisioni, donazioni, sottomissione ( = qatil, jizya, dhimmitudine).
Con l’anima distrutta e il corpo stanco, Israele sa di dover attaccare l’Iran. Ma come fare? E’ piccolina Israele, non ce la fa più e nell’inverno iniziamo a sentire la sua sofferenza ogni santo giorno fino ad arrivare al balletto arabo satanico attorno alle bare dei bambini sgozzati a mani nude e fatti a pezzi di proposito e la disperazione ci porta a confidare in Trump che oggettivamente parlando è il politico che ispira meno fiducia al mondo.
Salito al potere Trump, USA e Israele sanno di dover attaccare l’Iran, i suoi tentacoli sono o morti o in autotomia (l’autotomia è il fenomeno che permette alla lucertola di staccare la coda e mantenerla in movimento per ingannare il predatore) tranne uno: l’incrollabile dinastia degli Assad in Siria, la più grande invenzione dell’Iran (gli alauiti sono sempre stati degli eretici per l’islam, fino a quando l’Iran decise di riconoscerli in quanto sciiti per usarli come proprio tentacolo) sparisce in mezza giornata e inizia la fantascienza: la Russia non fa nulla.
E’ ragionevolmente impossibile che la Russia acconsenta alla caduta del proprio tentacolo iraniano, da sempre protetto, a meno che non si proponga a Putin qualcosa che Putin vuole: l’Ucraina. A febbraio 2025 Trump butta nell’immondizia l’Ucraina con Zelensky a fianco che subito vorrebbe piangere ma pochi giorni dopo comunica la resa (la recita della resa).
Israele e Usa hanno ora la strada libera per poter attaccare l’Iran perché l’asse sciita è quasi del tutto disintegrato e la Russia non interverrà per difendere né l’asse sciita né l’Iran perché ha semplicemente ottenuto ciò che voleva.
(In altre parole l’islam è responsabile di tutto questo orrore, compreso il sacrificio dell’Ucraina).
E ora che la strada è libera, possiamo stare certi che la guerra debba ancora iniziare.
Khamenei, hai i giorni contati.
Oggi 3 aprile 2025 mancano 59 ostaggi che sono nei tunnel delle bestie di Satana da 545 giorni: la loro liberazione ha la priorità assoluta, sempre!
E mentre prepariamo le bottiglie di champagne per la distruzione della teocrazia degli ayatollah, manteniamo e perfezioniamo l’atteggiamento anti-dhimmi: rifiutando la sharia, esponendo gli orrori dell’ideologia islamica, denunciando i problemi delle donne (occhio perché il prossimo “campo di battaglia” dell’islam siamo noi donne, adesso che la fase contro gli ebrei è amaramente normalizzata), mostrandoci solidali fra noi e fra tutti gli avversari dell’islam (induisti, apostati, gay, israeliani, atei, cristiani, ecc.).
