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Dicembre 7, 2024
Paola Kafira



Israele e Hamas: la guerra nella Striscia di Gaza.


Da pochi giorni ho avuto l’opportunità di confrontarmi con una persona, Ivan Grieco, rispetto alla guerra fra Hamas e Israele nella Striscia di Gaza. Per me è stato un momento edificante perché ho potuto sentire finalmente un punto di vista diverso dal mio, fatto di presupposti che in alcuni casi ignoravo del tutto, ma diverso anche dai soliti punti della causa palestinese (es. le terre occupate, l’apartheid, il genocidio, ecc.).

Il video si trova qui e in questo post mi fa piacere scrivere alcune riflessioni maturate dopo aver ipotizzato che alcuni di questi presupposti accompagnino i pensieri di molte persone in Italia.

LA GUERRA PUO’ ESSERE NECESSARIA.

E’ molto importante condannare la guerra come forma di violenza fra le più brutali e poi è molto importante essere realistici e rendersi conto che la guerra diventa necessaria quando viene dichiarata contro di sé, semplicemente perché non combatterla significa morire.

Il 7 Ottobre Hamas ha dichiarato guerra a Israele e Israele ha iniziato a combattere. Non combattere significherebbe lasciarsi ammazzare. Il cessate il fuoco era in vigore fino alla mattina del 7 e Hamas l’ha violato. Prima di entrare in guerra Israele ha chiesto a Sinwar gli ostaggi per due settimane. Quando Hamas si è rifiutata di ridare gli ostaggi, fra cui neonati, bambine violentate, sopravvissuti all’Olocausto, anziani con esigenze mediche, Israele ha mandato l’esercito dentro la Striscia per recuperare gli ostaggi. Mentre scrivo (6 dicembre 2024), mancano 100 ostaggi: questo obiettivo militare è legittimo ed è in vigore ancora adesso, secondo protocolli bellico-militari condivisi da tutti gli eserciti occidentali.

Rendersi conto che la guerra può essere necessaria non significa farla o dichiararla per primi: Israele non voleva e non vuole questa guerra, l’ha voluta Hamas. Le persone che sono contro la guerra devono rivolgersi ad Hamas ed è proprio perché personalmente condanno la guerra, la violenza e la jihad che ho un canale YouTube in cui condanno l’islam che comporta guerre, violenze e jihad.

Oltre ad Hamas, Israele è sotto attacco di Hezbollah in Libano, degli Houthi dallo Yemen, dell’Iran (che non aveva mai attaccato direttamente Israele), di milizie dalla Siria e dall’Iraq, di attentatori interni allo stato ebraico e dalla West Bank/Cisgiordania/Giudea e Samaria. Se Israele non combatte, muore in mezza giornata.

L’INDIVIDUAZIONE DEGLI OBIETTIVI MILITARI.

Ogni esercito occidentale ha un’etica, doveri di trasparenza verso il proprio Paese e i propri cittadini, anche verso il mondo esterno, e ha alcuni obiettivi militari a seconda delle operazioni che svolge. In questo caso le IDF non hanno i neonati o i bambini come obiettivi militari, primo perché nessuna etica militare prevede un orrore del genere, secondo perché gli obiettivi militari sono i terroristi di Hamas. Nessuno esercito (anche fosse tanto demoniaco da non rispettare l’etica minima) spreca tempo, munizioni e soldati per sparare su neonati o bambini. Sempre tralasciando l’etica e per quanto brutale, dal punto di vista militare una scelta simile equivarrebbe a sparare su un gatto, un cane o una pianta. Il soldato verrebbe licenziato, al pari di un qualsiasi altro lavoratore che semplicemente non sa fare il proprio mestiere.

La prova che anche le IDF lavorano secondo questi canoni, sono stati i soldati che hanno perso il lavoro (nel senso che sono sotto inchiesta) a seguito dell’uccisione di alcuni volontari di una ONG chiamata Central Kitchen. Purtroppo sono morti dei volontari che non erano dei terroristi e l’esercito ha aperto un’inchiesta, allontanando dall’operato sia alcuni soldati che alcuni generali.

“UCCIDERE I TERRORISTI OGGI EQUIVALE A MOLTIPLICARE I TERRORISTI NELLA PROSSIMA GENERAZIONE”.

Questa affermazione è semplicemente falsa, ma abbastanza popolare: qualcuno ha visto un moltiplicarsi delle Brigate Rosse in Italia negli anni ‘90? No. Qualcuno ha notato un moltiplicarsi dell’ETA spagnola negli anni 2000? No.

Però il terrorismo islamico è sempre rinato dopo essere stato sconfitto in alcune fasi storiche? Sì: questo accade perché ci sono persone che credono ancora all’islam, mentre non c’è più nessuno che creda all’ETA o alle BR.

Inoltre in Medio Oriente è ancora più inverosimile applicare l’affermazione popolare di cui sopra: uccidere i terroristi di Hamas oggi significa sopravvivere, altrimenti i terroristi ammazzano te. Ne nasceranno altri? Sì: finché l’islam esisterà ci sarà sempre, ogni santa settimana, terrorismo contro gli ebrei perché l’islam prevede questo da 1400 anni.

HAMAS NON E’ UN ESERCITO.

Hamas è un’organizzazione terroristica che usa di proposito i luoghi dei civili, come le scuole, gli ospedali e le abitazioni per nascondersi. I terroristi non hanno una divisa, non hanno una base militare o delle postazioni militari e non hanno un quartier generale. Le IDF che cercano di uccidere i terroristi devono inseguirli nei punti in cui loro si nascondono oppure rinunciare all’uccisione quando questi si mescolano di proposito fra i civili. Yahya Sinwar stesso, prima di essere ucciso dalle IDF, girava in superficie vestito da donna e le IDF sapevano (avevano ipotizzato a ragione) che fosse lui. Non gli hanno sparato quando era in mezzo ai civili, ma hanno aspettato che fosse da solo.

Da ricordare che i numeri anche sui cosiddetti ospedali sono inverosimili: dopo un mese dall’inizio della guerra la propaganda filopalestinese sosteneva che le IDF avessero già bombardato 30 ospedali! La Striscia è lunga 40 km: c’è un ospedale ad ogni chilometro?

“ISRAELE NON FA ENTRARE I GIORNALISTI OCCIDENTALI”.

Non comprendo da dove derivi questa affermazione che ho sentito molte volte. E’ senza senso tanto quanto “la Spagna non fa entrare in Portogallo” oppure “la Germania non fa entrare in Francia”.

La Striscia è gestita da Hamas quindi è Hamas che decide chi può entrare. E’ altamente probabile che Israele sconsigli di entrare siccome ci sta combattendo dentro, così come potrebbe sconsigliarlo anche la persona meno esperta del mondo. Esistono dei voli che sono stati permessi ad alcuni fotografi occidentali che sono stati gestiti dalle IDF semplicemente perché con Israele si può lavorare, con Hamas no.

“PERCHE’ ISRAELE NON SMETTE LA GUERRA SE TUTTI I LEADER DI HAMAS SONO STATI AMMAZZATI?”

I terroristi sono migliaia. Aver ucciso Sinwar (o Haniyeh) ha un significato estremamente importante ma non significa aver sconfitto Hamas perché ora Hamas, che presumo si senta capeggiata da Mohamed Sinwar, è composta da migliaia di terroristi.

LA MENZIONE DELL’ONU.

Per chi ancora avesse dubbi sull’attendibilità dell’Onu, qua si trova la UNRWA stessa che destituisce alcuni soggetti perché “forse coinvolti nel 7 Ottobre” e si tratta della dichiarazione più blanda del mondo. L’inchiesta più precisa si trova invece qui.

La UNRWA è un’ala particolare dell’ONU; anche senza conoscere l’Unrwa basta osservare i paesi che compongono l’Onu, dove ad esempio una commissione per i diritti umani è stata assegnata all’Iran, per rendersi conto che dobbiamo cessare tutti quanti di citare l’Onu.

“PERCHE’ ISRAELE HA UCCISO I LEADER DI HAMAS MA NON TROVA GLI OSTAGGI?”

Gli ostaggi non sono in superficie, ma si trovano nei tunnel. I tunnel sono dei bunker a prova di bomba per un totale di circa 800 km di reticolato. Quando i soldati delle IDF si avvicinano all’ingresso di un tunnel ipotizzando che ci sia uno o più ostaggi, i terroristi di Hamas fanno esplodere del materiale esplosivo con una programmazione automatica oppure da remoto, scappano e spostano gli ostaggi. Se i soldati assecondano questa tattica di Hamas, muoiono tutti in una settimana circa di tempo. A quel punto Israele perderebbe la guerra perché non avrebbe più soldati in vita. Quindi i soldati israeliani non possono entrare in un tunnel se c’è il rischio che esploda e non possono farlo esplodere essi stessi perché dentro ci sono gli ostaggi.

A tal proposito se qualcuno sa dire concretamente cosa mai potrebbe fare Israele in una circostanza del genere, ben vengano idee e consigli.

Mentre si riflette su quale soluzione potrebbe mai avere Israele, bisogna considerare che i soldati israeliani si stanno suicidando e che fra gli ostaggi ci sono neonati e bambine violentate in gruppo tutti i giorni.

“ISRAELE SEMBRA TANTO FEROCE”.

Se Israele fosse feroce e demoniaca come viene spesso immaginata, l’8 ottobre 2023 avrebbe gettato la bomba atomica su tutta la Striscia di Gaza. E’ altisonante menzionare l’atomica? Bene, allora affermiamo che avrebbe distrutto tutta la Striscia di Gaza iniziando l’8 ottobre e avrebbe finito la settimana dopo.

Se avesse proceduto lentamente.

“COME SI PUO’ SOSTENERE ISRAELE SE HANNO PENSATO DI FARE IL PEGGIO?”

Primo perché non l’hanno fatto, secondo perché è umano che in molti l’abbiano pensato senza averlo fatto, terzo perché la II Guerra Mondiale è finita a causa del “peggio” che Israele non ha fatto. Se Italia, Germania e Giappone non fossero state rase al suolo, non sarebbe finito il Terzo Reich.

Personalmente io sono una critica dell’islam e in questa guerra ho due protagonisti: Hamas e Israele. Per estensione (e come in ogni pagina storica che parla di islam) i protagonisti diventano l’islam da un lato e gli ebrei dall’altro. Quale critico dell’islam potrebbe mai schierarsi con l’islam?

Molte persone non comprendono per anni il conflitto fra Israele e tutti gli stati arabi o le organizzazioni terroristiche attorno allo Stato ebraico, finché non approfondiscono lo studio dell’islam. L’antisemitismo e l’islam sono praticamente lo stesso fenomeno, a cui bisogna poi aggiungere altri fattori (misoginia, sharia, violenza contro i cristiani e i politeisti) ma la relazione fra l’islam e l’ebraismo è molto particolare per tantissimi motivi: ho praticamente un canale intero dedicato a questo che si può visitare anche con spirito critico e dubbio legittimo. Oppure si può fare ricorso ad altri critici dell’islam e si noterà che tutti si occupano di antisemitismo per la maggior parte dei contenuti. Anzi, aggiungerei che a seguito del 7 Ottobre il critico dell’islam che risulta filopalestinese o è un bugiardo nella definizione della propria attività oppure è un cretino.

“ISRAELE DEVE FERMARSI PER VARI MOTIVI”.

Se Israele si ferma adesso (con o senza recupero degli ostaggi), Hamas non viene destituita dal potere. Con l’ipotetica resa di Israele, Hamas fonderebbe il califfato che avrebbe come alleati Hezbollah in Libano, gli Houthi nello Yemen, alcune milizie in Siria e Iraq, tutto il potere degli ayatollah dell’Iran e molti combattenti in tutto il Nord Africa, nel resto dell’Asia, in Turchia e perfino in Occidente, Europa in primis. L’istituzione del califfato (non minuscolo come l’ultimo di Raqqa, ma gigantesco) avrebbe un califfo da cui gli jihadisti sunniti in Europa prenderebbero gli ordini per colpire anche in Europa o nel resto del mondo. A quel punto il 7 Ottobre verrebbe assimilato in automatico come modello di vittoria da ripetere: provate a immaginare quanti tunnel abbiamo in Italia già costruiti e completati e a prova di bomba.

Per perfezionare lo sviluppo dell’incubo, su sito della CIA si trova la lista di organizzazioni terroristiche che ripeterebbero il 7 Ottobre in tutto il pianeta terra.

NETANYAHU.

Preciserei ancora che Netanyahu non c’entra nulla in quanto singolo politico che “continua la guerra altrimenti perde il potere”. E poi per quanto dovrebbe essere plausibile una scelta del genere, all’infinito? Il governo inoltre è formato da tutti gli orientamenti politici dello stato, che è uno stato democratico dove un domani ci saranno delle elezioni, a cui parteciperanno anche tutti i musulmani israeliani con la libertà di scelta che nessuno stato islamico garantirebbe mai loro, nemmeno se li sommassimo tutti insieme.

Questa non è una guerra personale fra Netanyahu e delle vittime di Netanyahu: questa è una guerra dell’islam contro gli ebrei perché l’islam l’ha previsto 1400 anni fa. E questa è anche una guerra in cui i gazawi non vogliono arrendersi e nemmeno accettare i 5 milioni di dollari per ogni ostaggio liberato che Israele ha offerto.

I gazawi sono responsabili di tutto quello che sta accadendo e lo sono da almeno un decennio e mezzo. Non sono le vittime: le vittime sono gli israeliani perché da sempre gli ebrei sono le prime vittime dell’islam.

(Il kibbutz di Kfar Aza dopo il pogrom del 7 Ottobre)

“L’ultima ora arriverà solo quando i musulmani combatteranno contro gli ebrei e i musulmani uccideranno gli ebrei; gli ebrei si nasconderanno dietro ad una pietra o un albero e allora anche la pietra e l’albero parleranno e diranno “ehi musulmano, servo di Allah, c’è l’ultimo ebreo dietro di me, vieni e uccidilo”.

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