Dopo l’episodio della classe di bambini portata in moschea a Treviso, un’altra classe di minori è stata portata alla moschea di Sesto San Giovanni, Milano.
Il centro islamico di Sesto, già coinvolto in altre polemiche e preoccupazioni negli ultimi anni, ha accolto i bambini e presentato loro una lezione sull’islam. Nella clip che circola sui social diffusa da un utente di tiktok, si sente parlare un imam al microfono: “l’islam dà uno spazio enorme alle donne […] c’è un versetto che dice ‘uccideteli ovunque li troverete’ e poi c’è un altro versetto che dice ‘combattete contro coloro che vi combattono e non siate ingiusti […] i commentatori hanno aggiunto che [ciò significa] che non potete iniziare la guerra’.
Questo è un chiaro esempio di dissimulazione islamica, per diversi motivi: in primo luogo l’islam insegna l’uccisione degli infedeli (e non solo), a prescindere da qualsivoglia versetto venga citato. In secondo luogo l’islam non percepisce l’attacco contro di sé come lo percepisce qualsiasi altra società. Nella prospettiva islamica qualsiasi scelta o comportamento che vada contro la sharia diventa in automatico un un attacco contro l’islam: un concerto, un abbigliamento femminile normale, una festività ebraica o cristiana, una festa con bevande alcoliche, il rifiuto di aprire una nuova moschea, un fumetto che ritrae Maometto, ecc.
Tutto quello che va contro la sharia è un attacco all’islam, di fronte al quale l’islam si sente autorizzato a controattaccare. “La persecuzione è peggio dell’omicidio” è la frase del corano che meglio riassume tutta la ‘logica’ dell’islam e si può parafrasare così: perseguitare i musulmani rifiutandosi di aderire alla sharia è peggio che uccidere gli infedeli.
Le voci note della Lega, come ad esempio Silvia Sardone, sono insorte contro questo ennesimo episodio di sottomissione all’islam e paradossalmente l’hanno fatto facendo guadagnare punti all’islam: nel momento in cui si considera l’islam una religione, l’islam può rispondere a queste condanne appellandosi alla libertà di religione oppure appellandosi al fatto che le classi di alunni portate in moschea sono state portate anche in chiesa e in sinagoga. Ma non c’è niente di più sbagliato.
L’islam è un’ideologia di conquista, sottomissione, violenza, misoginia, pedofilia, stupro, omicidio, menzogna, antisemitismo che nessun adulto vorrebbe mai far conoscere al proprio figlio o alla propria figlia. In questa prospettiva (che è l’unica corretta), l’islam rientra nella categoria di ideologia criminale, alla pari di comunismo o nazismo o fascismo, e solo in questa prospettiva l’islam può essere affrontato e possibilmente vinto, mentre trattare l’islam come una religione significa far vincere l’islam.