Per una casualità (un ritardo allo scalo di Boston) la valigia di Atta non partirà mai con lui. La mente operativa della cellula di al Qaeda salirà senza valigia sul volo American Airlines Flight 11.
Il contenuto della sua valigia andrà a costituire la prima prova dell’inchiesta sugli attentati alle Torri Gemelle di New York: mappe, cetificati, documenti, una divisa da pilota, un coltello, una copia del corano ma soprattutto una lettera scritta di suo pugno in arabo che Atta stesso intitola “l’ultima notte”.
Si tratta di circa quattro pagine esaminate anche dal FBI e rese accessibili anche ai cittadini tramite divulgazione giornalistica. Alla prima lettura il manoscritto può sembrare il delirio di un terrorista qualsiasi ma soffermandosi su alcune affermazioni di Atta si legge molto di più. Anzi, si comprende proprio dalle sue parole il vero ed unico movente.

In questo articolo intendo offrire un’analisi teologica del manoscritto di Mohamed Atta. Lo riporterò integralmente, in conformità con la traduzione dall’arabo all’inglese fornita dal FBI, ma tralasciando (pochissime) ripetizioni interne.
In previsione della diretta sul mio canale YouTube ‘Islam criticato’ (seguibile a questo link https://www.youtube.com/watch?v=KWntPeVLvdg), annoterò fra parentesi i casi in cui Atta sta facendo riferimento a passaggi del corano o della sunna (i versetti del corano saranno segnati come ad es. 4:34 che significa capitolo 4, versetto 34; i passaggi della sunna avranno il cognome dell’autorità islamica e il numero dell’hadith, come ad es. Bukhari 3665).
L’ULTIMA NOTTE
Fai un giuramento di morire e rinnova le tue intenzioni. Raditi i peli in eccesso e metti del profumo. Fai la doccia. Assicurati di conoscere bene tutti gli aspetti del piano, e attenditi la risposta, o una reazione, del nemico. Leggi al-Tawba e Anfal e medita sui loro significati e ricorda tutte le cose che Allah ha promesso ai martiri (cap. 8 e 9 del corano)
Ricorda alla tua anima di ascoltare e obbedire [a tutti gli ordini divini] e ricorda che affronterai situazioni decisive che potrebbero impedirti un’obbedienza al cento per cento: quindi doma la tua anima, purificala, convincila. Allah ha detto: «Obbedite a Allah e al Suo Messaggero, e non litigate fra voi altrimenti fallirete. E siate pazienti, perché Allah è con i pazienti». (8:46)
Prega durante la notte e insisti nel chiedere a Allah vittoria, ricorda Allah spesso, il modo migliore è leggere il Sacro Corano.
Purifica la tua anima da ogni cosa impura. Dimentica del tutto qualcosa chiamato «questo mondo» [o «questa vita»]. (Bukhari 2796)
Il tempo del gioco è finito e il tempo serio è arrivato. Quanto tempo abbiamo sprecato nelle nostre vite? Non dovremmo approfittare di queste ultime ore per offrire buone azioni e obbedienza?
Dovresti sentire una tranquillità completa, perché il tempo che ti separa dai rapporti sessuali in paradiso è molto breve. (Ibn majah 4337)
Poi inizia la vita felice, in cui Allah è soddisfatto di te, e la beatitudine eterna «in compagnia dei profeti, dei compagni, dei martiri e delle persone pie, che sono tutti buona compagnia». (4:69)
Tieni presente che, se cadi in difficoltà, come agirai e come resterai saldo, e ricorda che tornerai a Allah e ricorda che qualsiasi cosa ti accada non avrebbe potuto essere evitata, e ciò che non ti è accaduto non avrebbe mai potuto accaderti. Questa prova da parte di Allah Onnipotente è per elevare il tuo livello e cancellare i tuoi peccati. (Ibn majah 2799)
E sii certo che è questione di attimi, che poi passeranno, se Allah vuole: beati dunque coloro che vincono la grande ricompensa di Allah. Allah Onnipotente ha detto: «Pensavate di poter entrare in paradiso prima che Allah sapesse chi fra voi ha combattuto per Lui ed è paziente?» (3:142)
Ricorda le parole di Allah Onnipotente: «Guardavi alla battaglia prima di impegnarti in essa, e ora la vedi con i tuoi stessi occhi». (3:143)
Ricorda: «Quanti piccoli gruppi hanno sconfitto grandi gruppi per volontà di Allah» (2:249)
E le Sue parole: «Se Allah ti dà la vittoria, nessuno può batterti. E se Egli ti abbandona, chi può darti la vittoria senza di Lui? Perciò i fedeli pongono la loro fiducia in Allah». (3:160)
Ricorda a te stesso le invocazioni e i tuoi fratelli e medita i loro significati. (Le invocazioni del mattino e della sera, le invocazioni per [entrare in] una città, le invocazioni [poco chiare], e le invocazioni dette prima di incontrare il nemico.)
Benedici il tuo corpo con alcuni versetti del corano [leggendo versetti sulle mani e poi passando le mani su ciò che va benedetto], i bagagli, i vestiti, il coltello, i tuoi effetti personali, la tua carta d’identità, il passaporto e tutti i tuoi documenti.
Controlla l’arma prima di partire e molto prima di partire. (Devi rendere il coltello affilato e non devi far soffrire l’animale durante la macellazione). (Muslim 1955a)
Stringi i vestiti poiché questo è il modo delle generazioni pie dopo il Profeta. Stringevano i vestiti prima della battaglia. (Bukhari 361)
Allaccia bene le scarpe, metti i calzini così i piedi staranno saldi nelle scarpe. Tutte queste sono cose terrene [che gli uomini possono fare per influire sul proprio destino, sebbene Allah decreti cosa funzionerà e cosa no] e il resto è lasciato a Allah, il migliore su cui dipendere. (57:22, 9:51)
Fai la preghiera del mattino in gruppo e medita le grandi ricompense di quella preghiera. Fai invocazioni dopo, e non lasciare l’appartamento se non hai fatto l’abluzione prima di uscire, perché gli angeli chiederanno perdono per te finché sei in stato di abluzione, e pregheranno per te. Questo detto del Profeta è menzionato da an-Nawawi nel suo libro Le migliori invocazioni.
Leggi le parole di Allah: «Pensavate che Vi avessimo creati senza scopo…» dal capitolo al-Mu’minun. (23:115)
IL SECONDO PASSO
Quando sei in taxi ricorda Allah continuamente. (Ricorda l’invocazione per salire in auto, per entrare in una città, l’invocazione del luogo e altre invocazioni).
Quando sei arrivato a (M) e sei sceso dal taxi, di’ un’invocazione del luogo [«Oh Signore, Ti chiedo il meglio di questo luogo, e Ti chiedo di proteggermi dai suoi mali»] (dua classica)
e ovunque vai di’ quella preghiera e sorridi e sii calmo, perché Allah è con i credenti. E gli angeli ti proteggono senza che tu senta nulla. Di’ questa invocazione: «Allah è più caro di tutta la Sua creazione». E di’: «Oh Signore, proteggimi da loro come Tu vuoi». E di’: «Oh Signore, sfoga la Tua ira su [il nemico] e Ti chiediamo di proteggerci dai loro mali». E di’: «Oh Signore, blocca la loro vista davanti a loro, così che non possano vedere». E di’: «Allah è tutto ciò di cui abbiamo bisogno, Egli è il migliore su cui fare affidamento». (Tutte due/invocazioni comuni)
Ricorda le parole di Allah: «Coloro ai quali la gente disse: “La gente si è radunata contro di voi, temeteli”, ma ciò aumentò soltanto la loro fede e dissero: Allah è tutto ciò di cui abbiamo bisogno, Egli è il migliore su cui fare affidamento». (3:173)
Allah dice: «Tornarono con le benedizioni di Allah, non furono danneggiati, e Allah fu soddisfatto di loro, e Allah è sempre benedicente». (3:174)
Tutta la loro attrezzatura e i cancelli e la tecnologia non impediranno, né danneggeranno, se non per volontà di Allah. I credenti non temono tali cose. Gli unici che le temono sono gli alleati di Satana, che sono i fratelli del diavolo. Sono diventati loro alleati, Allah ci salvi, perché la paura è una grande forma di culto, e l’unico degno di essa è Allah. È l’unico che la merita. (9:13, 9:18)
Ha detto nei versetti: «Questo è solo il Diavolo che spaventa i suoi alleati» che sono affascinati dalla civiltà occidentale, e hanno bevuto l’amore [dell’Occidente] come si beve l’acqua [poco chiaro] e sono diventati paurosi della loro debole attrezzatura, «quindi non temeteli, e temete Me, se siete credenti». (3:175)
La paura è un grande culto. Gli alleati di Allah non offrono tale culto se non all’unico Allah, che controlla ogni cosa. «Allah indebolirà i piani dei non credenti». (8:18)
Devi ricordare i tuoi fratelli con tutto il rispetto. Nessuno dovrebbe accorgersi che stai facendo l’invocazione «Non c’è altro Dio all’infuori di Allah», perché se la dici 1.000 volte nessuno potrà distinguere se sei in silenzio o se ricordi Allah. E tra i suoi miracoli c’è ciò che disse il Profeta, pace su di lui: «Chiunque dica “Non c’è altro Dio all’infuori di Allah”, con tutto il cuore, va in paradiso». (Bukhari 44)
Il Profeta disse: «Se metti tutti i mondi e gli universi su un piatto della bilancia, e “Non c’è altro Dio all’infuori di Allah” sull’altro, “Non c’è altro Dio all’infuori di Allah” peserà di più». (Tirmidhi 2639)
Non apparire confuso e non mostrare segni di tensione nervosa. Sii felice, ottimista, calmo perché stai andando verso un’azione che Allah ama e accetterà. Sarà il giorno, se Allah vuole, che passerai con le donne del paradiso.
LA TERZA FASE
Quando sali sull’aereo prima che il tuo piede vi entri, fai una preghiera e invocazione. Ricorda che questa è una battaglia per la causa di Allah. Come disse il Profeta «Un’azione per la causa di Allah è migliore di tutto ciò che è in questo mondo». Quando entri nel (T) e ti siedi al tuo posto, inizia con le invocazioni che abbiamo menzionato prima. Occupati del ricordo costante di Allah. Allah ha detto: «O voi fedeli, quando trovate il nemico siate saldi, e ricordate Allah costantemente così che possiate avere successo». (8:45)
Quando l’aereo si muove, anche di poco, di’ l’invocazione del viaggio. Perché stai viaggiando verso Allah Onnipotente, quindi sii attento in questo viaggio.
Poi l’aereo decolla. Questo è il momento in cui i due gruppi si incontrano. Ricorda dunque Allah, come Egli ha detto nel Suo libro: «Oh Signore, versa su di noi la Tua pazienza e rendi saldi i nostri piedi e dacci la vittoria sugli infedeli». (2:250)
E il Suo profeta disse: «Oh Signore, Tu hai rivelato il libro, Tu muovi le nuvole, Tu ci hai dato la vittoria sul nemico, sconfiggili e dacci la vittoria su di loro». Dacci la vittoria e fa’ tremare il suolo sotto i loro piedi. Prega per te stesso e per tutti i tuoi fratelli affinché siano vittoriosi e colpiscano i loro obiettivi e chiedi a Allah di concederti il martirio (9:111, 4:74)
rivolto verso il nemico, non fuggendo da esso, (3:169–170)
e di concederti pazienza e la sensazione che qualsiasi cosa ti accada è per Lui. Poi ciascuno di voi deve prepararsi a svolgere il proprio ruolo in un modo che soddisfi Allah. Dovresti stringere i denti, come fecero le pie generazioni antiche.
Quando inizia lo scontro, colpisci come campioni che non vogliono tornare in questo mondo. Grida «Allahu Akbar», perché questo incute terrore nei cuori dei non credenti (8:12, 3:151)
Allah ha detto: «Colpisci sopra il collo, e colpisci tutte le loro estremità». (8:12)
Sappi che i giardini del paradiso ti aspettano in tutta la loro bellezza, e le donne del paradiso aspettano, chiamando: «Vieni qui, amico di Allah». Si sono vestite con i loro abiti più belli. (44:54, 52:20, 55:56–58, 56:22–23)
Se Allah decreta che qualcuno di voi debba macellare, dedica la macellazione ai tuoi padri. Se macelli, non causare il disagio di coloro che stai uccidendo, perché questa è una delle pratiche del Profeta, pace su di lui. A una condizione: che tu non ti distragga e non trascuri ciò che è più grande, prestando attenzione al nemico. Quello sarebbe tradimento, e farebbe più danno che bene.
Non cercare vendetta per te stesso. Colpisci per la causa di Allah. Una volta Ali combatté con un infedele. L’infedele sputò su Ali. Ali alzò la spada, ma non lo colpì. Finita la battaglia, i compagni del Profeta gli chiesero perché non avesse abbattuto il non credente. Disse: «Dopo che mi ebbe sputato addosso, temetti di colpirlo per vendetta personale, così alzai la spada». Dopo aver rinnovato le intenzioni, tornò e uccise l’uomo. Questo significa che prima di fare qualsiasi cosa, assicurati che la tua anima sia pronta a fare tutto solo per Allah. (Detto popolare islamico + Bukhari 6114)
Poi applica il modo del Profeta nel prendere prigionieri. Prendi prigionieri e uccidili. Come ha detto Allah Onnipotente: «Nessun profeta dovrebbe avere prigionieri finché non ha inzuppato la terra di sangue. Voi volete i bottini di questo mondo [in cambio dei prigionieri] e Allah vuole l’altro mondo [per voi], e Allah è onnipotente, onnisciente». (8:67)
Se tutto va bene, ciascuno di voi dovrebbe dare una pacca sulla spalla all’altro con fiducia. Ricorda ai tuoi fratelli che quest’atto è per Allah Onnipotente. Non confondere i tuoi fratelli né distrarli.
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L’analisi teologica non lascia spazio ad alcun dubbio: ogni pensiero di Atta non è un pensiero proprio individuale, ma è il prodotto del corano. In particolare segnalo la dinamica del martirio come la più preoccupante in assoluto: solo il martire ha la certezza che ogni suo peccato verrà perdonato, mentre ogni altro musulmano può vivere col dubbio che alcune sue azioni peccaminose veranno punite sia durante la permanenza nella tomba che durante il percorso lungo un ponte (secondo l’islam i musulmani passeranno su questo ponte prima di accedere all’inferno o al paradiso). Chiaramente per martire si intende esattamente ciò che dice il corano: musulmani che uccidono e sono uccisi.
Fra gli elementi di incertezza in cui l’islam lascia i musulmani stessi, segnalo anche un cortocircuito abbastanza contorto che emerge in alcuni passaggi di Atta. Stando all’islam Allah ha predestinato ad un percorso già scritto ogni musulmano. Pertanto le scelte di ogni musulmano non sono sue ma sono tappe del percorso disegnato da Allah. Di conseguenza qualsiasi cosa faccia un musulmano è inutile: se vuole pentirsi, se vuole pregare il doppio, se vuole cambiare scelte di vita, il proprio destino è già stato segnato, comprensivo di castigo, punizione oppure salvezza. E’ illogico e infatti non c’è nemmeno un’esegesi che sia riuscita a risolvere questo dilemma. Il musulmano medio vive quotidianamente questo dilemma: se mi iscrivo all’università perché voglio diventare medico, sto mancando di rispetto alla predestinazione di Allah? Oppure Allah voleva che io avessi questa scelta personale? Una volta iniziati gli studi, se volessi smettere di studiare si tratterebbe di una mia scelta personale e quindi contro la predestinazione di Allah oppure Allah voleva che io arrivassi al dubbio di dover interrompere? Questi sono gli esempi di contorsione che mi aveva spiegato una cara amica apostata dell’islam, la quale concludeva i suoi racconti dicendomi che da musulmana lei sentiva che nulla aveva senso, che non valeva la pena costruire il proprio cammino, tanto se Allah l’aveva già predestinata a tutto, che senso aveva faticare in qualcosa?
(Nelle parole di Atta questo concetto torna quando scrive che Allah ha già deciso tutto, anche l’esito dell’attentato, che gli sforzi degli americani non potranno fare nulla contro la volontà di Allah e che il proprio impegno conta ma è comunque volontà di Allah).
Predestinazione a parte, la lettera di Atta è la riconferma del fatto che il movente del terrorismo islamico, kamikaze compreso, è l’ideologia islamica con tutti i suoi insegnamenti e nient’altro.
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