Nel Regno Unito, per decenni, centinaia di migliaia di ragazzine sono state adescate e sfruttate da reti organizzate di uomini. La stragrande maggioranza delle vittime era bianca e britannica. La stragrande maggioranza dei responsabili era musulmana, di origine pakistana. Il fenomeno delle grooming gangs è stato insabbiato per quasi trent’anni. Questo libro nasce da anni di ricerca sui rapporti ufficiali (Jay Report, Casey Audit e i rapporti dell’IICSA), sugli atti giudiziari e sulle testimonianze dirette delle sopravvissute. Ricostruisce senza sconti uno dei più gravi fallimenti istituzionali della storia recente britannica e pone una domanda che autorità e società europea hanno sistematicamente evitato: esistono, nell’ideologia islamica, fattori in grado di favorire un fenomeno di questa portata?
Paola Kafira analizza alcuni punti dei testi islamici, le fatwa, le dichiarazioni rese in aula dai perpetratori e i documenti che dimostrano come l’adescamento delle “infedeli” non fosse solo una pratica diffusa, ma un comportamento teorizzato. Nella prefazione, l’ex musulmano Sidek Anis racconta dall’interno le stesse dinamiche vissute nelle banlieue francesi. L’indagine si chiude con uno sguardo sugli altri Paesi europei in cui lo stesso pattern si sta ripetendo con inquietante regolarità.
Il lavoro si basa esclusivamente su fonti ufficiali, inchieste governative e atti processuali, con un metodo trasparente e verificabile. Vengono documentati anche i casi di perpetratori britannici non musulmani, al fine di restituire un quadro completo e metodologicamente rigoroso. Un libro scomodo, documentato riga per riga, scritto innanzitutto per le vittime a cui la società non ha voluto credere, e per ogni donna europea.
Il libro è disponibile su Amazon, sia in cartaceo che in digitale, in diverse lingue:
I lettori dicono: “Lavoro preziosissimo, di puro giornalismo. Quel giornalismo che non vedrete mai sui fake media e che è ormai scomparso da tempo dai dibattiti. Fate leggere questo libro a tutte le persone che conoscete. Il lavoro di Paola è troppo importante, premiate il suo smisurato coraggio divulgandolo”.